Gestione delle acque piovane – il progetto di una ZAC1 verde

  • Promotore del progetto: Le Grand Lyon, Francia
  • Paese: Francia (Rhône-Alpes)zac
  • Contatto: Direction de l’eau du Grand Lyon
  • Durata: studio e costruzione dal 1995 al 2000

Contesto

La “Porta delle Alpi” figura tra i grandi progetti della comunità urbana di Lione. Si tratta di una zona di attività di 270 ha nell’est lionese. Quest’area è stata spesso inondata a causa di una debole permeabilità dei suoli (dovuta a cementificazione e urbanizzazione) e di una rete fognaria poco efficiente. Inoltre, essa presenta forti limiti ambientali poiché la falda serve per la fornitura d’acqua all’agglomerato lionese. La sfida per questa zona era quella di mettere in sicurezza le attività economiche (in particolare, un importante centro commerciale) contro il rischio di inondazione e di tutelare la falda, l’ambiente e il paesaggio.

Azioni e risultati

Il progetto è stato avviato nel 1995 ed è terminato nel 2005. Promosso da Grand Lyon1, ha cercato di sperimentare delle soluzioni di riduzione del rischio di alluvione e di gestione delle acque piovane secondo i principi dello sviluppo sostenibile. Tutta la zona è stata dotata di fossati vegetati (fosse livellari) per recuperare le acque piovane. La presenza di vegetazione e di ghiaia in questi fossi permette un pre-trattamento dell’acqua grazie alla sedimentazione dei materiali in sospensione. L’acqua dei fossati si riversa poi lentamente in tre laghi posti in sequenza. Questi sono impermeabilizzati per stoccare le acque piovane e permettere la loro decantazione. Ciò contribuisce a migliorare la qualità dell’acqua raccolta. Infine, le acque sono incanalate fino ad opere di infiltrazione, costituite in particolare da un bacino con capacità di infiltrazione di 800 litri al secondo. Quest’ultimo è stato posizionato dove il suolo presentava la migliore capacità di assorbimento. La filtrazione attraverso il suolo permette una ultima depurazione delle acque, prima della loro restituzione alla falda. Le opere di gestione delle acque sono completamente integrate nel sito e la loro funzione primaria è poco percepibile. Il legame tra ciascuna opera e la costruzione “a cascata” dell’insieme sono invisibili per chi non conosca gli aspetti tecnici. Queste diverse strutture permettono la ritenzione dell’acqua in caso di forti piogge. Creano un ecosistema umido che riduce la temperatura grazie all’evaporazione naturale dell’acqua in questa zona urbana. Costituiscono nel contempo una zona di rifugio per la fauna ed inoltre la loro buona integrazione nel paesaggio favorisce la pratica di attività ludiche e sportive, contribuendo alla socialità dell’area.
L’aspetto innovatore proviene soprattutto dal fatto che, fin dall’avvio del progetto, è stata tenuta in considerazione la gestione delle acque piovane. Infatti, se le tecniche utilizzate (fosse livellari, superfici drenanti, laghi e bacini d’infiltrazione) prese singolarmente sono abituali, sono la loro combinazione e la loro valorizzazione nel paesaggio urbano ad essere un’innovazione.
La tecnica dei fossi livellari è molto efficace per il pre-trattamento: gli idrocarburi sono bloccati nell’erba e non raggiungono i laghi (nessuna contaminazione è stata rilevata da 10 anni). Per contro, la loro concezione e il loro posizionamento nel profilo attraverso la rete viaria avrebbero potuto essere ottimizzati. Questo spazio è oggi largamente investito da altri usi: ad esempio, la circolazione pedonale e il parcheggio selvaggio (che ha posto problemi inizialmente). Quest’ultimo problema sembra oggi risolto grazie al ricoprimento del suolo con un tavolato in legno.
Per il mantenimento del paesaggio, Grand Lyon ha scelto di orientare le sue azioni verso tre obiettivi:
– diminuire i costi di gestione con l’impianto di prati da sfalciare solo una o due volte l’anno;
– favorire la biodiversità installando delle siepi rustiche dove la fauna può trovare rifugio;
– rispettare sistematicamente le piante e i paesaggi esistenti, riproducendoli.
Questo progetto è interessante per diversi aspetti:
– creazione di zone vegetate che permettono la presenza di una fauna e una flora sviluppate e assicurano una continuità ecologica, soprattutto attraverso la trama verde e blu (verde = vegetazione; blu = acqua);
– l’evaporazione naturale dell’acqua e la presenza di vegetazione permettono di rinfrescare l’aria della zona, in opposizione all’impermeabilizzazione dei suoli che ha la tendenza a favorire fenomeni di riscaldamento come l’isola di calore;
– ripristino del paesaggio, che ha permesso a quest’area di essere anche un luogo aperto al pubblico per attività ricreative (passeggiate, sport);
– disinquinamento delle acque grazie a diversi bacini che favoriscono l’infiltrazione delle pioggie nella falda;
– diminuzione del rischio di inondazione.
Questa iniziativa è un buon esempio di progetto urbanistico che integra a monte la questione delle risorse idriche, favorendo la presenza di vegetazione e acqua nel paesaggio urbano. Permette quindi di ridurre i rischi legati al cambiamento climatico (inondazioni, aumento delle temperature) e favorisce il buon funzionamento del piccolo ciclo locale dell’acqua.

 

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