La Società Elettrica Cooperativa dell’Alto But

Promotore del progetto: SECAB- http://www.secab.it/home

Paese: Italia (Paluzza-UD)

Contatto: Direzione SECAB

Durata: dal 1911

Contesto

La Società Elettrica Cooperativa dell’Alto But (SECAB) è stata fondata il 25 giugno 1911 da Antonio Barbacetto. È la prima cooperativa della Regione Friuli Venezia Giulia che produce, distribuisce e vende energia idroelettrica ai comuni dell’area: Cercivento, Ligosullo, Paluzza, Ravascletto, Sutrio e Treppo Carnico.

Azioni e risultati

La storia di questa società è legata alla storia di una comunità che, all’avvio dell’industria idroelettrica, si organizza per portare la luce e il progresso nei villaggi della valle dell’Alto But. Questa comunità, ed in particolare due persone (Malignani e Pecotti) hanno rapidamente individuato nell’energia idroelettrica uno dei principali fattori di sviluppo per la regione. Nel 1910, Antonio Barbacetto sottolinea la necessità di creare un’impresa dedicata alla fornitura di energia elettrica sia per l’illuminazione domestica che per le attività produttive locali.
A seguito di una conferenza sull’illuminazione elettrica che ebbe luogo il 2 aprile 1911, quest’ultimo insiste sulla necessità di allontanare questo progetto dagli interessi privati e dalla speculazione finanziaria, a favore di un approccio basato sull’interesse pubblico e la partecipazione cittadina. Insiste quindi sulla creazione di una cooperativa, al fine di evitare lo sfruttamento delle risorse locali da parte di attori esterni.
Nel 1913, il primo impianto del Fontanone viene inaugurato, per il consumo privato di energia durante la notte e per l’industria che stava nascendo nella zona. La cooperativa si sviluppo in seguito durante tutto il XX secolo, passando dai 12 membri iniziali agli oltre 2600 di oggi. Produce annualmente 49 milioni di kWh e fornisce energia a circa 5500 utenti (famiglie ed attività produttive) su un territorio di 170 km2, con cinque impianti. Questa produzione copre totalmente la domanda annuale di energia elettrica del territorio, con un surplus di circa 24.000 MWh.
Dalla sua nascita, la cooperativa ha difeso il bene comune e lo sviluppo sociale ed economico del proprio territorio, salvaguardando le risorse naturali dallo sfruttamento e difendendo gli interessi della popolazione e delle imprese locali.
La SECAB non si limita a fornire servizi, ma si caratterizza per la sua vocazione sociale. Alla sua creazione, infatti, aiuta finanziariamente delle associazioni e propone corsi di formazione gratuiti per giovani elettricisti. Nel suo statuto di cooperativa, offre a tutti gli utenti la possibilità di venire coinvolti nella gestione. I clienti possono molto facilmente divenire attori della società e possono anche contribuire agli orientamenti strategici. Questa forma di governante permette di coinvolgere e responsabilizzare i consumatori, che hanno così la possibilità di divenire “consum-attori”.
In maniera coerente, la SECAB è particolarmente attenta a limitare i propri impatti ambientali. Rispetta scrupolosamente le regole sui prelievi e la restituzione delle acque, per mantenere costantemente il flusso vitale indispensabile alla fauna e alla flora dei corsi d’acqua. Una volta captata, l’acqua, l’acqua passa per una turbina che restituisce poi rapidamente la risorsa al fiume. La differenza di temperatura dell’acqua liberata è così minima da essere considerata come quasi inesistente. L’obiettivo è quello di non danneggiare la qualità dell’acqua.
Inoltre, tutti gli impianti idroelettrici della SECAB sono equipaggiati di passatoie per i pesci, per non danneggiare il loro ambiente di vita. Un grande lavoro è stato fatto per integrare gli impianti nel paesaggio montano, conservando così il patrimonio ambientale di questo territorio.
Le tecnologie più recenti e più rispettose dell’ambiente sono sempre scelte dalla cooperativa, che utilizza piccole unità produttive. Attualmente sta sviluppando un piano regionale per diminuire i prelievi di risorsa e preservarla di conseguenza. È stimato inoltre che le installazioni della SECAB evitano la combustione dell’equivalente di 30.000 tonnellate di petrolio e dunque l’emissione in atmosfera di 33.000 tonnellate di CO2. In questo modo, l’energia idroelettrica è effettivamente una fonte sostenibile che non perturba i cicli idrici e rispetta il clima, a differenza di ciò che avviene nelle grandi dighe.
Durante i suoi anni di attività, la SECAB è riuscita quindi a combinare sviluppo territoriale con politiche che rispondono ai bisogni ed agli interessi delle comunità locali. Ha inoltre lavorato per ridurre l’impatto delle centrali idroelettriche, come ci ha mostrato all’impianto di Noiariis (visitato durante la Scuola Estiva di ottobre 2015), che è perfettamente integrata nel paesaggio.

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