La Carnia è una zona montana situata a nord del Friuli Venezia Giulia, composta da 28 comuni. L’area è abitata da circa 40.000 abitanti, dei quali 10.500 risiedenti nel capoluogo, Tolmezzo.

Nel 2006 Carniacque, principale gestore dell’acqua in questa area del FVG, è stata acquisita. La forma legale scelta. è quella di una società privata, anche se la maggioranza delle azioni è stata assegnata, per ora, ai comuni locali. In ogni caso, questa recente acquisizione permette che le azioni possano essere acquistate da altre società di gestione, aprendo così la strada alla privatizzazione dell’acqua e togliendo totalmente il controllo ai comuni.

L’acqua in questa zona dovrebbe essere gestita da un consorzio di comuni, principali conoscitori della geografia e delle risorse presenti, in modo che questa preziosa risorsa non venga svenduta e nelle peggiore delle ipotesi distrutta, per il mero fine del profitto economico.

Nell’aprile 2016 è stata approvata una legge regionale per l’amministrazione congiunta di acqua e rifiuti: l’intenzione è quella di centralizzare i servizi, facendo riferimento ad una sola società multiutility. Questo approccio, almeno nel nostro territorio, non è afficace a causa delle particolarità topografiche e della scarsa densità demografica (di circa 32,5 abitanti per chilometro quadrato). In questa zona montana, gli insediamenti umani sono sporadici e isolati: sin dai tempi passati, le città erano costruite presso le principali fonti d’acqua. In questo modo, la distribuzione e la gestione dell’acqua erano molto semplici e adatte ad una realtà montana. L’installazione di grandi impianti non farebbe altro che distruggere, o quantomeno interferirebbe pesantemente con un ecosistema fragile e delicato. Dal Governo Regionale ci si aspettava un maggiore considerazione delle peculiarità locali, soprattutto perchè per colpa di questo nuovo modello centralizzato di gestione, Carniacque andrà in bancarotta.

Attualmente il futuro della gestione delle acque è nelle mani dei singoli comuni, ai quali è stato chiesto di votare per una fusione con CAFC, una grande impresa locale di gestione. La maggioranza si è già pronunciata per la fusione, soprattutto per ragioni politiche.  Pochi si sono rifiutati di votare per una fusione che porterebbe quasi certamente ad una catena di acquisizioni che andrebbero a beneficiare compagnie molto più grandi, come HERA.

Quali sono le possibili soluzioni?

Carniacque ha due possibilità per risolvere il problema della bancarotta:

  • I comuni si prendono a carico la responsabilità di gestire le acque: questa è la migliore delle soluzioni possibili, perchè in questo modo la gestione sarebbe totalmente pubblica.
  • Carniacque potrebbe essere acquisita da una società del territorio: SECAB. È una società privata, ma almeno la gestione resterebbe in mano a persone del territorio.

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